07.05.2026 12:00 - 18:00
Kunstmuseum Appenzell, Unterrainstrasse 5, 9050 Appenzell
Caline Aoun modifica dispositivi tecnici e materiali di uso quotidiano per trasformare il tempo e i fenomeni naturali in situazioni estetiche e fisicamente tangibili.
La mostra personale di Caline Aoun (*1983, Beirut, LBN; vive e lavora a Beirut) si estende tra il Kunstmuseum e la Kunsthalle e presenta metodi di lavoro in cui si intrecciano processi digitali e fisici.
Aoun lavora in installazioni e spesso in modo site-specific con mezzi come scultura, stampa, opere su carta e video. Utilizza dispositivi tecnici e materiali quotidiani - come sistemi di stampa, cicli dell'acqua o materiali naturali - per tradurre informazioni come luce, calore, umidità o dati in esperienze estetiche e fisiche.
Utilizza la ripetizione, la saturazione e il ritardo come metodi per indagare il rapporto tra immagine, superficie e spazio. La mostra risponde esattamente alle condizioni architettoniche e atmosferiche dei rispettivi luoghi, ponendo la questione di come le costellazioni di apparati e forme strutturino la percezione, influenzino gli stati e formino la realtà.
A cura di Stefanie Gschwend, direttrice del Kunstmuseum / Kunsthalle Appenzell
Nota: Questo testo è stato tradotto da un software di traduzione automatica e non da un traduttore umano. Può contenere errori di traduzione.
Aoun lavora in installazioni e spesso in modo site-specific con mezzi come scultura, stampa, opere su carta e video. Utilizza dispositivi tecnici e materiali quotidiani - come sistemi di stampa, cicli dell'acqua o materiali naturali - per tradurre informazioni come luce, calore, umidità o dati in esperienze estetiche e fisiche.
Utilizza la ripetizione, la saturazione e il ritardo come metodi per indagare il rapporto tra immagine, superficie e spazio. La mostra risponde esattamente alle condizioni architettoniche e atmosferiche dei rispettivi luoghi, ponendo la questione di come le costellazioni di apparati e forme strutturino la percezione, influenzino gli stati e formino la realtà.
A cura di Stefanie Gschwend, direttrice del Kunstmuseum / Kunsthalle Appenzell
Nota: Questo testo è stato tradotto da un software di traduzione automatica e non da un traduttore umano. Può contenere errori di traduzione.
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Heinrich Gebert Kulturstiftung Appenzell