11.03.2026 10:00 - 18:00
San Salvatore 2, 6900 Paradiso
Gratuito
Artphilein Focus accoglie le opere degli artisti e delle artiste di Harmattan, prima edizione del Togo Photo Festival che si è svolta a dicembre 2025, presso il Museo Agnassan–Paul Ahyi, la Artemis
Il festival Harmattan nasce dal desiderio di esplorare come la fotografia possa diventare uno strumento per ripensare l’immaginario west-africano, costruendo nuove connessioni tra passato e presente, tra radici culturali e una scena artistica in piena espansione.
Ogni immagine diventa una storia proiettata verso il futuro, è un frammento di realtà che va a comporre un’identità visiva complessa e autentica. Quale storia si vuole raccontata? Quali narrazioni esprimono l’urgenza creativa della scena artistica west-africana contemporanea?
Nelle opere degli artisti togolesi in mostra si esprime il potenziale narrativo e visionario della fotografia africana contemporanea, in un discorso visivo ibrido, radicato nell’esperienza vissuta, attraversato dal dialogo con gli antenati e animato dalla celebrazione delle tradizioni e della spiritualità.
Per secoli, la rappresentazione dell’Africa è stata filtrata attraverso la lente coloniale, trasformando l’altro in oggetto e privandolo della sua voce. Oggi, una nuova generazione di curatori, artisti e pensatori africani ha rovesciato questa prospettiva, riportando la fotografia al centro di un linguaggio autonomo, capace di influenzare i mondi delle arti visive, della moda, del design e dell’architettura.
La mostra è accompagnata dal testo del curatore Kwami Obed Nyamakou.
Gratuito
Ogni immagine diventa una storia proiettata verso il futuro, è un frammento di realtà che va a comporre un’identità visiva complessa e autentica. Quale storia si vuole raccontata? Quali narrazioni esprimono l’urgenza creativa della scena artistica west-africana contemporanea?
Nelle opere degli artisti togolesi in mostra si esprime il potenziale narrativo e visionario della fotografia africana contemporanea, in un discorso visivo ibrido, radicato nell’esperienza vissuta, attraversato dal dialogo con gli antenati e animato dalla celebrazione delle tradizioni e della spiritualità.
Per secoli, la rappresentazione dell’Africa è stata filtrata attraverso la lente coloniale, trasformando l’altro in oggetto e privandolo della sua voce. Oggi, una nuova generazione di curatori, artisti e pensatori africani ha rovesciato questa prospettiva, riportando la fotografia al centro di un linguaggio autonomo, capace di influenzare i mondi delle arti visive, della moda, del design e dell’architettura.
La mostra è accompagnata dal testo del curatore Kwami Obed Nyamakou.
Gratuito