11.04.2026 12:00 - 17:00
Open Art Museum, Davidstrasse 44, 9000 St. Gallen
Prezzo d'ingresso regolare CHF 9.-
Ingresso ridotto CHF 6.-
Con ID: AVS, AI, apprendisti, allievi, studenti, Kulturlegi, artcard
Ingresso ridotto CHF 6.-
Con ID: AVS, AI, apprendisti, allievi, studenti, Kulturlegi, artcard
Nel museo, l'enorme collage di tappeti appare in un nuovo contesto tra armonia paradisiaca e idillio spezzato. I motivi originali del collage sono visibili in mostra.
I motivi del collage di tappeti provengono dalla collezione del museo e sono visibili in mostra nella loro forma originale. Ad essi si aggiungono altre opere che riprendono il tema del "paradiso" in molti modi diversi: natura trasfigurata, idealizzazioni della vita rurale, immagini di nostalgia, ma anche irritazioni e rotture.
Osservati insieme, l'apparentemente familiare si incrina; l'armonia sconfina nell'assurdo, l'idillio diventa fragile. Il risultato non è un'immagine uniforme del paradiso, ma un collage polifonico, come il tappeto stesso.
Il titolo Stranger Than Paradise si riferisce a questa ambivalenza: il paradiso appare come un motivo culturale e come una superficie di proiezione per mondi visivi individuali - come un luogo di desiderio, un rifugio e un palcoscenico per la fantasia esuberante, ma anche come una fragile finzione. Nella Naïve Art e nell'Art Brut, il paradiso è un motivo ricorrente, anche come luogo di desiderio di rifugio interiore.
Più strano del paradiso mette in discussione l'idea di paradiso come idillio naturale armonioso, coppia ideale o luogo paradisiaco. Lo dimostra: Il paradiso è una fragile finzione. In mostra opere di Pietro Angelozzi, Anny Boxler, Aloïse Corbaz, Emil Graf, Hans Krüsi e Konrad Zülle, tra gli altri.
Nella vetrina, la ricercatrice tessile Thessy Schoenholzer Nichols espone giardini tessili in miniatura. Splendidamente progettati, scintillano e brillano alla luce. Le loro ombre permettono ai giardini di crescere e riempire la stanza.
Qui ci si può perdere nell'illusione di un paradiso. L'Hortus conclusus è un luogo protetto di purezza e bellezza. Nell'accezione odierna di giardino della consapevolezza, serve come rifugio nel silenzio contemplativo.
Nota: Questo testo è stato tradotto da un software di traduzione automatica e non da un traduttore umano. Può contenere errori di traduzione.
Osservati insieme, l'apparentemente familiare si incrina; l'armonia sconfina nell'assurdo, l'idillio diventa fragile. Il risultato non è un'immagine uniforme del paradiso, ma un collage polifonico, come il tappeto stesso.
Il titolo Stranger Than Paradise si riferisce a questa ambivalenza: il paradiso appare come un motivo culturale e come una superficie di proiezione per mondi visivi individuali - come un luogo di desiderio, un rifugio e un palcoscenico per la fantasia esuberante, ma anche come una fragile finzione. Nella Naïve Art e nell'Art Brut, il paradiso è un motivo ricorrente, anche come luogo di desiderio di rifugio interiore.
Più strano del paradiso mette in discussione l'idea di paradiso come idillio naturale armonioso, coppia ideale o luogo paradisiaco. Lo dimostra: Il paradiso è una fragile finzione. In mostra opere di Pietro Angelozzi, Anny Boxler, Aloïse Corbaz, Emil Graf, Hans Krüsi e Konrad Zülle, tra gli altri.
Nella vetrina, la ricercatrice tessile Thessy Schoenholzer Nichols espone giardini tessili in miniatura. Splendidamente progettati, scintillano e brillano alla luce. Le loro ombre permettono ai giardini di crescere e riempire la stanza.
Qui ci si può perdere nell'illusione di un paradiso. L'Hortus conclusus è un luogo protetto di purezza e bellezza. Nell'accezione odierna di giardino della consapevolezza, serve come rifugio nel silenzio contemplativo.
Nota: Questo testo è stato tradotto da un software di traduzione automatica e non da un traduttore umano. Può contenere errori di traduzione.
Orari di apertura
Chiuso: lunedì, 24, 25 e 31 dicembre, 1° gennaio e venerdì santo, 1° agosto (giorni festivi).Altre date
Contatto
open art museum